Quella stella di Davide

Sono felice che al salone del libro di Torino, quest’anno, l’ospite d’onore sia Israele.
Dieci anni fa (oy!) ero in Germania e per festeggiare i 50 anni, molte librerie (perchè molte librerie ci sono in Germania) avevano fatto vetrine dedicate. Non avevo sentito polemiche: c’era un Paese nuovo (nato per molti meriti e anche per molte colpe). Come tutto ciò che esiste, toglie anche un po’ di spazio ad altri. Anche io per dire, occupo mezza stanza di Surreale, che farebbe volentieri a cambio con un colono bigotto e armato, certe volte. Che ci siano dei problemi da risolvere non significa che non ci siano anche tante cose buone, per cui essere felici e da celebrare (non nel mio caso: io sono un puro danno).
Quindi insomma, se ci andrò al salone non si sa, perchè temo di non avere tempo e poi io volevo ascoltare niente meno che Elie Wiesel, che temo non ci sarà; quanto alla mia autrice di culto (che invece ci sarà), se voglio, anche stasera, la chiamo e le scrocco un tè nel suo bel salotto.
Quindi bom per me le critiche al Salone sono due (una seria l’altra no, a voi discernere):
1) perchè non dire chiaramente che siamo felici che ci sia Israele, che la sua cultura e la sua letteratura sono un faro (tanto più mirabile se si pensa a com’è piccola la comunità da cui promana) e che lo si invita non per caso, proprio nell’anniversario dei 60 anni dalla fondazione?
2) cosa c’entra il tema “ci salverà la bellezza” con la manifestazione che vedrà (come al solito) imperversare Davide Cavagnero (il secondo da sinistra nella foto)?

P.s.
@DVD: grazie per il silenzio assenso.