Sempre più verso il riconoscimento dei matrimoni omosessuali

Il ministero francese delle Finanze ha riconosciuto a due omossessuali sposati in Olanda la possibilità di presentare la dichiarazione congiunta dei redditi (i due risiedono da anni in Francia, dove lavorano). Potranno dunque ottenere alcuni benefici fiscali, per il principio che un matrimonio omosessuale può essere riconosciuto nel caso in cui il Paese dove la coppia si è unita in matrimonio lo preveda.
Con tale decisione viene sovvertita una prima determinazione dell’amministrazione con la quale la richiesta era stata rifiutata perché in Francia il matrimonio tra omosessuali non esiste, ma soltanto i Pacs (che comunque dal 2007 sono allineati, fiscalmente, al matrimonio).

La vicenda può apparire marginale, ma credo sia un’ennesima prova del fatto che nello spazio giuridico europeo la tendenza è quella di riconoscere sempre di più i diritti delle coppie omosessuali favorendo di volta in volta la legislazione statale più garantista sul punto (quantomeno tra le legislazioni coinvolte nel caso concreto, per cui tra Italia e Francia dovrebbe prevalere la Francia come tra Francia e Olanda vediamo prevalere l’Olanda). Attribuisco tale approccio a due principali cause: una tecnico-giuridica ed una morale.
Infatti, secondo me, i singoli Stati europei (almeno alcuni e credo che il fenomeno sia destinato ad aumentare) accettano di riconoscere alle coppie gay i diritti loro concessi da altri Stati europei (avvicinandole o parificandole alle coppie sposate) per la necessità pratica di garantire una coerenza giuridica al sistema.
Senza coerenza, infatti, il sistema giuridico è destinato a non raggiungere le sue finalità di giustizia, a non funzionare.
Non a caso l’Unione europea è in passato intervenuta con grande impegno in materia di diritto di famiglia, affinchè i diritti delle famiglie venissero garantiti al di là dei confini nazionali: ci si è infatti resi conto che, altrimenti si sarebbero create lacune di tutela, foriere di gravi ingiustizie e barriere alla libera circolazione delle persone (quale cittadino europeo sarebbe “libero” di trasferirsi in un altro stato europeo, se così facendo dovesse spogliarsi di alcuni dei diritti che più ci toccano sul piano emotivo e della dignità umana?).
L’aspetto fiscale poi è di rilievo notevole nella Comunità, che ancora risente della propria origine “economica” e la Francia, nel caso di specie avrebbe rischiato una procedura di infrazione per discriminazione economica tra cittadini europei, credo, se non avesse mutato avviso e non avesse riconosciuto i benefici fiscali alla coppia olandese.
A ciò va aggiunto che le incoerenze di cui soffrirebbe il sistema giuridico europeo, in caso contrario, non troverebbero un bilanciamento, nella coscienza comune, con interessi di pari rango, anzi credo vi sia una crescente percezione dell’ingiustizia di atteggiamenti ostruzionistici rispetto ad un processo naturale ormai allegramente avviato.
Io credo e spero che entro qualche anno, anche Paesi come il nostro si troveranno costretti a riconoscere i diritti delle coppie omosessuali riconosciute da altri Stati e poi, secondo uno schema che si ripete sovente in ambito europeo, ci si troverà costretti a riconoscere direttamente gli stessi diritti ai cittadini italiani in Italia.

Adozione a single, coppie di fatto e omosessuali: interviene l’Europa

Il Consiglio d’Europa sta intervenendo, in maniera vincolante anche per l’Italia, sui principi dell’adozione nazionale.

La nuova Convenzione, che dovrebbe essere approvata a maggio focalizza tutto sul migliore interesse del minore, quale la regola base per qualsiasi adozione. Estende la possibilità di adottare ai single e alle coppie eterosessuali non sposate.
Per le coppie dello stesso sesso la Convenzione apre la possibilità, per ogni signolo Stato membro, di consentire l’adozione, come lascia a ogni Stato di decidere se queste coppie devono essere sposate o registrate o solo conviventi. Va al riguardo tenuto conto, però della importante sentenza della Corte europea per i diritti umani che di recente ha condannato la Francia per aver discriminato ai fini adottivi una single in quanto lesbica (in Francia l’adozione ai single è già consentita).
In base alla nuova Convenzione i single avranno il diritto di adottare, diritto che lo Stato avrà l’obbligo di rispettare.
In base alla giurisprudenza della Cedu, anche gli omosessuali potranno adottare come single.

Il testo potrebbe subire alcune modifiche: la bozza è stata esaminata da alcuni esperti che ora stanno rendendo le proprie osservazioni. Poi il Consiglio d’Europa lo presenterà al Comitato dei Ministri e allora sarà pronto per la firma. Dopo di che ci sarà la ratifica di ogni Paese.
Credo (e spero) che siano improbabili modifiche sostanziali a questo punto.

Si aprono interessantissimi scenari: se non si potrà impedire ai single (anche ai gay) ed alle coppie di fatto di adottare, sarà sempre più difficile invocare dei “valori” per non riconoscere loro lo status di famiglia e per non tutelarli.
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