I brogli e la P2

Un’omeopatia?

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“Sono ore difficili, bisogna mantenere la calma”. Quanto difficili, per Pisanu, è facile da capire.

Convocato da Berlusconi a casa due volte al giorno come fosse il suo sarto di fiducia, richiesto di cucirgli addosso un risultato elettorale su misura. Trattato come un dipendente. Visto uscire da portoni secondari del Viminale a spoglio ancora in corso. Visto entrare a palazzo Grazioli tre ore prima della fine dello scrutinio. Trascinato a un passo dal ridicolo tre giorni dopo il voto, ieri: “Le elezioni? No comment. C’è il sole, è una bella giornata”. Settantadue ore dopo la fine delle operazioni di spoglio elettorale il ministro dell’Interno, responsabile di quelle operazioni, tace sull’esito delle elezioni perché costretto a tacere.

Il quasi settantenne Giuseppe Pisanu, sardo di lunga esperienza parlamentare, sette legislature alle spalle di cui quattro con la Democrazia cristiana, ha appena attraversato i tre giorni più imbarazzanti e delicati della sua vita politica e non è detto che sia finita qui. Gli fu forse altrettanto difficile dimettersi da sottosegretario ai tempi dello scandalo P2 ma quella è una storia remota che nei vent’anni successivi era quasi riuscito a far dimenticare.

Ma nonostante le perplessità che possono suscitare due piduisti che lamentano di aver subito dei brogli, le questioni potrebbero essere più sfumate.

La versione dei fatti più accreditata in area centrista anche a sinistra vuole che Pisanu abbia avuto in realtà un ruolo da pompiere. Che sia un benemerito, insomma, non un comprimario dei progetti del premier. Che sia stato lui a dissuadere Berlusconi dalla tentazione di rovesciare il tavolo, che sia stato ancora lui a mantenere fermo il timone sul rispetto delle regole. Che abbia deciso di tacere perché preso tra l’incudine del ruolo che ricopre – dalle telefonate di Ciampi, anche – e il martello Berlusconi. Questa versione, riferita anche da una delle persone presenti ai vertici a palazzo Grazioli, ricostruisce i fatti così. Lunedì notte a scrutinio in corso Pisanu dichiara al Tg2 che le “operazioni di voto sono state regolari”. Berlusconi lo convoca subito. Pisanu dice che non può lasciare il Viminale, si presenta a mezzanotte. Berlusconi gli chiede di invalidare il voto. Ci sono Fini, Pera, Letta, Cesa.
[…]

La mattina dopo, martedì, il presidente Ciampi chiama il ministro dell’Interno, gli chiede una parola definitiva sul voto, la ottiene. La nota del Quirinale dice che Ciampi “si compiace per lo svolgimento ordinato e regolare delle operazioni di voto“. E’ il sigillo di legittimità. Coinvolge Pisanu: “Ho seguito le giornate elettorali in costante contatto col ministro dell’Interno”, sottolinea Ciampi.

Alle undici Berlusconi riunisce un vertice a casa sua. Ci sono anche Tremonti e La Loggia [!]. Dopo le due arriva Pisanu. Mentre sono ancora dentro parte la nota del Viminale: “Sono dati provvisori, i voti non validi sono diminuiti come correttamente aveva previsto il ministro. E’ la Corte di cassazione che procede alla proclamazione degli eletti”. Vuol dire: la palla non è più nelle mani del Viminale. Il ministro lo ripete la sera in tv da Mimun: ho finito il mio lavoro, le contestazioni non sono affar mio. Mercoledì il premier torna all’attacco e concepisce l’idea del decreto, Ciampi la boccia.

Alle due sono ancora tutti da lui, Pisanu compreso, e di nuovo alle dieci di sera. A mezzanotte chiama Prodi. Pisanu lo tranquillizza. “Ha detto che stanno cercando di far ragionare Berlusconi”, riferisce una fonte vicina al Professore. Ieri però ci si aspetta da lui una parola chiara e invece “no comment”. Segue un pomeriggio di fibrillazione: Fassino trova “sconcertante che Pisanu non difenda la regolarità del voto”. Sono le otto e mezza quando la risposta arriva dal Viminale: “E’ scorretto trascinare il ministro nella polemica”.

Resta poi, per me, un dilemma: come mai, al di là delle responsabilità di questa totale follia sulle incertezze dopo 4 giorni dalle elezioni (la miglior dimostrazione che questa volta non si votavano i programmi ma lo Stato di diritto); come mai, dicevo, non si è data enfasi in passato al particolare che il ministro degli Interni sarebbe stato membro di una loggia segreta che si si proponeva l’eversione dello Stato democratico?

Aggiornamento al pomeriggio

Dopo che Pisanu ha ritrovato la voce e dichiarato che le schede da rivedere sono 2.131 e non 43.028 per la camera e 3.135 anzichè 39.822 al senato, precisando che Berlusconi sarebbe incappato in un errore materiale [!!!!], tocca a Tremaglia intervenire:

“Troppe irregolarità. Si rivoti all’estero”

Già, è vero, a quanto pare le elezioni erano in mano a due piduisti e ad un repubblichino. Io non parlerei così male degli elettori e nemmeno dei vincitori: non per la vittoria risicata, comunque.

Ciampi si scopre burlone?

Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, definisce il voto per gli italiani residenti all’estero “una svolta storica” del nostro Paese. In una lettera inviata al ministro Mirko Tremaglia, Ciampi spiega che “con il voto all’estero per la prima volta le due Camere si arricchiscono di rappresentanti dei nostri connazionali all’estero, che contribuiranno alla vita democratica del Paese”. “Si tratta di una svolta storica – scrive il Capo dello Stato – frutto di una iniziativa della quale ella è stato tenace propugnatore” e che “ha corrisposto al mio vivo auspicio”.

Buona Pasqua!

pesach pasqua ebraica

La prima sera viene celebrato il Seder, in ebraico “ordine”, suggestiva cena nel corso della quale vengono rievocate e discusse secondo un ordine prestabilito le fasi dell’Esodo, rileggendo l’antico testo della Haggadah. Si consumano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù. Si inizia con l’invito ai bisognosi ad entrare e a partecipare alla cena e si prosegue con le tradizionali domande rivolte al padre di famiglia dal più piccolo dei commensali; la prima di queste è volta a sapere “in che cosa si distingue questa notte dalle altre?”. Tali quesiti consentono a tutti i presenti di spiegare, commentare, analizzare i significati dell’esodo e della miracolosa liberazione dall’Egitto, le implicazioni di ogni schiavitù e di ogni redenzione.

Il dopo-elezioni tra blogger

Oggi SuzukiMaruti ha scritto un post, denunciando che il risultato elettorale è quel che è a causa della legge lettorale; inoltre parla di sospetto di brogli.
Gli risponde duramente Gaspar

L’argomento della legge elettorale mi sta a cuore: ne avevo già parlato mesi fa e ogni tanto lo tiro fuori.
Se i brogli ci son stati (e forse un minimo capitano “fisiologicamente”) avranno comunque inciso poco, ma sono pur sempre significativi quando sei sul filo di lana.
Piuttosto io insisto nel dire che la legge elettorale è criminale: con un serio premio di maggioranza (che è necessario quando si fa in modo di creare un sistema bipolare), al senato sarebbe un po’ come alla camera, con un margine di senatori maggiore e quindi con più stabilità.
Già prima delle elezioni molti insorsero, penso a Gustavo Zagrebelsky, l’ex presidente della Corte costituzionale, che scrisse un lungo intervento su Repubblica a anche a Giampaolo Pansa che, pur essendo vicino alla CDL, disse nel modo più chiaro che questa legge era fatta non per chi stava per vincere, ma per chi stava per perdere.
Aggiungo che, per certi versi, è andata ancora bene: coi premi divisi per regione e con le quote previste in modo da avvantaggiare chi “conquistava” le regioni con scarso margine, il pericolo era di avere maggioranze contrapposte tra le due camere.
Comunque vada, cambiare questa legge è una priorità e forse, non si può ragionevolmente andare a votare prima di averlo fatto.
Ci sono comunque gravissime responsabilità politiche e mi permetto di ricordare che anche a Ciampi fu implorato di non firmare.
Perchè abbia firmato, perchè non ci vedeva nulla di male, o perchè gli è parso un male minore per il Paese o che altro, l’unico modo per giustificarlo è pensare che sapeva cose che noi non sappiamo.

Arrestato Provenzano

Speriamo che, nonostante tutto, possa essere l’inizio di una buona fase.
Commento Surreale: minchia, ma neanche lui se l’è letto, il programma?

Elezioni: appunti sparsi

(Con troppi rumori di fondo)

berlusconi elezioni risultati

La libertà delle televisioni si vede dalle dirette di Mediaset per le elezioni.
Fulminee, alle 15,30 non c’era più niente.

Triste vedere che a difendere Berlusconi e la sua campagna elettorale c’è Taradash su La7.
Più decoroso D’Onofrio: alla domanda se pensasse di tornare a fare il ministro ha risposto, per ora no, abbiamo perso.
Consiglio RadioCapital radio capital: sul livello del dibattito penso sia accettabile(che non è poco) e la musica è al meglio.
Tornato Fede!
Squallor!
Ha già finito: ora (16,15) su retequattro parlano di Parma e dell’asciugatura dei prosciutti.
Mi soffermerei sull’intervento di Tajani che parla del successo personale (!) di Berlusconi, perchè il partito resterebbe il più grande, ma non voglio.

La stampa estera: BBC, Le Monde, ancora Le Monde Frankfurt Allgemeine, Das Erste (english version).
Effetti collaterali?

Dal The Telegraph di Calcutta:

Nobody has asked Italy’s prime minister, Silvio Berlusconi, if he has kept his January pledge not to have sex during the two-and-a-half months leading up to the general election on April 9-10. But if he has, then he is living proof that sexual abstinence does not bring political success

Vi chiedete se ci sia dell’ironia?

Perchè l’articolo continua:

Berlusconi may have fooled Italian voters in 2001, but how could a people as sophisticated and even cynical as the Italians still be taken in by him today?
[…] Silvio Berlusconi became “the richest man in Italy” under deeply suspicious circumstances. His fortune is founded on his control of commercial television, which he owes to a murky Eighties deal with Socialist prime minister Bettino Craxi (who later fled to Tunisia to escape corruption charges and died in exile). The later growth of his empire allegedly involved collusion with the mafia and systematic bribery of officials and judges, and his entry into politics in 1994 was widely believed to be an attempt to escape indictment for these crimes.

E’ meschino chiedere se i poteri forti controllano anche i giornali della più grande democrazia del mondo, oltre alle scuole superiori d’Italia?
E’ più meschino chiedere perchè i nostri giornali, in generale, sono assai meno diretti?

Un’analisi che mi sembra molto acuta (e sospetto sia anche fondata): la differenza non l’avrebbero fatta gli astenuti, come si credeva sarebbe stato, ma un autentico spostamento di voti: in effetti se i dati saranno confermati etc, la vittoria del centrosinistra corrisponde ad una percentuale di elettori assai alta(per la Camera affluenza all’86,9%; al Senato 83,7 % ) e su Le Monde di ieri si diceva che la casa delle libertà sperava in una affluenza oltre l’80%, per vincere, ossia temeva le astensioni dei “suoi”. Anche Pannella “temeva” elettori oltre il 75%: “Un’incognita sembrerebbe esser costituita dalla possibilità di un’alta partecipazione elettorale, perfino oltre il 75%. In tal caso il nostro risultato potrebbe scendere fin verso il 2%” (così scriveva in una discutibile mail che mi è giunta ieri, cioè quando non credo si potesse più fare campagna).

Bpi, indagato il senatore Grillo (Fi)
l’ipotesi è concorso in aggiotaggio.

Una cosa credo vada detta: anche ammesso che l’Unione abbia vinto, magari con un buon margine, è davvero epocale, il risultato?

In ogni caso si dovrà vigilare: il Paese è davvero malato e la tentazione di continuare a fare male, ma un po’ meno peggio del governo uscente può essere davvero forte.
Il cambiamento, se sarà epocale, comincia domani.

Post di bloggersenzafrontiere.

Prima proiezione, si riduce il margine per il centrosinistra: 50,4% contro 48,6%.

Fondamentale aspetto.

Link

Solo sette senatori di differenza al senato?

Il problema c’è, tanto più per questo motivo.

Il margine è sempre più risicato.
Al di là delle proiezioni, basta vedere la faccia di Fede.

L’impressione è che effettivamente l’affluenza abbia svantaggiato la sinistra e che gli indecisi dell’ultimo momento (rimasti invisibili per gli exit poll) abbiano fatto la differenza: una campagna giocata sull’emotività ed una legge elettorale sballata, a quanto sembra, pagano.

Anche Follini, però, sta sereno.

Ore 20,15: CDL sarebbe in vantaggio al Senato.

E’ pure arrivata a casa Surreale, che pretende di cenare.

Ci si mettono pure i tecnici della nexus con le papere, non resta che aspettare.

Questo blog va a domire.

Lo sterminio e la propaganda

campagna elettorale berlusconi auschwitz

Aggiunge dolore al nostro dolore il fatto che l’appropriazione abusiva del nostro cognome e delle nostre sofferenze sia stata fatta a vantaggio di un governo dove siede un ex brigatista di Salò e di una coalizione che vede raccolti tutti gli epigoni del fascismo e del nazismo italiani

Andra Bucci, deportata ad Auschwitz.

La signora Bucci si è sentita offesa da una “citazione” comparsa nella brochure di Berlusconi e a lei attribuita. Di tale citazione, però, non è indicata l’origine e non corrisponde a dichiarazioni da lei rilasciate.
Aveva pensato ad una querela contro il presidente del consiglio, ma è stata scoraggiata da considerazioni economiche.
A 67 anni, spera in un intervento della Comunità Ebraica di Roma.

Da La Stampa, 6 Aprile 2006, p.4

Il monopolio statale

nel mercato delle scommesse sportive è incostituzionale perchè viola le libertà economiche e non è giustificato in concreto dalla necessità di evitare frodi ed eccessi legati al gioco d’azzardo.
Così la Corte costituzionale tedesca, la quale ha sottolineato come al contrario l’ente che detiene il monopolio – per evidenti interessi erariali – incoraggi il fenomeno delle scommesse attraverso vaste campagne pubblicitarie.
Ora il legislatore tedesco ha tempo fino 31 dicembre 2007 per riformare la materia.
La riforma non deve necessariamente portare ad una privatizzazione: secondo la Corte tedesca il monopolio può essere mantenuto, purchè sia giustificato da un efficace impegno ad eliminare o controllare gli effetti negativi del gioco d’azzardo.
Dati i riflessi di diritto comunitario e data la notevole autorevolezza dell’organo giudicante, è prevedibile che questa decisione avrà un’eco anche nel dibattito in corso nel nostro Paese. In fondo anche da noi la situazione sembra molto simile.