Il lungo post

Confesso che anche io ci sono rimasta un tantino male e ho fatto un tantino di considerazioni acidule, però credo che lasciando sedimentare, vedremo che quello che è successo non è incredibile, nè dimostra una così tremenda mancanza di qualità in chi non ha votato: la blogsfera secondo me ha contato.
Il fatto è che ha significato qualcosa per chi la bazzica!
Tanta gente però non ha accesso a questo mezzo e spesso sono le persone che non leggono i giornali (per gli stessi motivi economici, sociali, culturali…).

Non potevamo aspettarci che blogsfera o anche tutto internet bastasse.

Soprattutto noi non possiamo competere con i grandi mezzi di informazione e non siamo considerati autorevoli come le cariche istituzionali.

Io penso che si possa cercare una risposta più articolata:

1) qualcuno non ha votato per quieto vivere, perchè di fatto il voto non era segreto;

2) qualcuno non lo ha fatto per paura o per pressanti ragioni famigliari o perchè ricoverato in strutture religiose etc;

3) altri hanno creduto che davvero astenersi significasse non prendere una posizione e sono stati truffati: l’unico modo per non prendere posizione sarebbe stato, se non ci fosse stato l’invito all’astensione, votare scheda bianca o nulla, mentre uno degli effetti distorsivi di questo sistema del “andiamo al mare” è proprio che uno o vota e fa quindi raggiungere il quorum con certezza quasi totale di far abrogare la norma, o non vota e si unisce a chi la difende;

4) una parte ha creduto che la legge non dovesse essere modificata e perciò ha consapevolmente scelto di non votare,

5) c’è il solito 20-30% di ignavi patentati che possiamo disprezzare almeno un po’ e in tutta serenità.

6) c’è una documentata percentuale di italiani all’estero che è stata inserita nel quorum e non ha potuto votare o persone che non potevano perchè malate o altro (sono piccoli numeri, ma vanno ricordati per rispetto, se volevano votare e non hanno potuto senza colpa!).

7) qualcuno secondo me non ha saputo neanche del referendum.

Mi butto in brevi valutazioni: i primi tre sono un po’ vittime e un po’ criticabili per la mancanza di senso del dovere o di coragggio. Però non mi sento di criticare troppo chi ha avuto paura: dalle mie parti non ti fanno sparire con l’acido i figli. Non credo sarebbe successo per il voto ai referendum, ma immagino che si crei un clima di paura costante e forse prima di chiedere coraggio a loro dovremmo noi impegnarci di più, giorno per giorno, a portare la legge.
Chi era poi il singolo elettore di Vibo Valentia? Io non ne so nulla (ero ai seggi e mi hanno solo accennato a sto elettore-single). Come si sente oggi in mezzo ai suoi concittadini? Io gli mando un bacio. Comunque è interessante che nel 2003 in provincia di Vibo Valentia votarono (per l’articolo 18 e le servitù coattive di elettrodotto) poco più del 19% della popolazione. Qualcosa è successo: il passare di due anni? La scia di referendum-flop? Io insisto che con la posizione quasi da scomunica di papa Ratzinger la violazione della segretezza del voto ha influito. Ma probabilmente c’è anche altro, magari di quel 19% una buona parte era effettivamente cattolica e questa volta ha voluto astenersi per principio.

Quelli al numero quattro non mi piacciono troppo, anche se li capisco pensando che magari nell’ambiente in cui vivono non avevano grandi possibilità di rendersi conto che l’astensione è un comportamento che non rispetta i principi costituzionali e visto che hanno avuto conferma da Pera e Casini e da molti esponenti politici un po’ sono truffati anche loro.

Sul numero cinque non so se darmi al dantesco o cosa.

In definitiva: un lunghissimo post per dire: niente sconforto, il 30% pensa ancora di dover rispettare la costituzione o di dover dedicare qualche minuto a chi soffre.

Io ci credo davvero: possiamo cambiare le cose. Non è impossibile. Dobbiamo rimboccarci le maniche con pazienza e vedere internet come un mezzo che non può dare i suoi frutti, se non portando le informazioni e i valori che qui elaboriamo anche al di fuori: parlando, scrivendo lettere, forse persino sti cavolo di sms (io domenica li ho mandati, anche se non è il mio genere di molestia preferito).
Credo soprattutto cercando un contatto con persone che non condividono le nostre idee, anche se magari non ci piacciono e non ci piace come reagiscono.

Questo Paese ne ha certamente viste di peggio e il pessimismo non risolve i problemi.

Grazie comunque a chi a votato!