Shi Tao 25 ott 2007 04:14 pm
L’Europa implica il diritto alle unioni omosessuali?
Sono reduce da una bella conferenza che si è tenuta oggi a Torino in occasione della Giornata europea della giustizia civile.
Sono convinta, personalmente, che se il legislatore italiano non si spiccia, molti problemi relativi ai diritti delle coppie di fatto e forse anche al matrimonio tra omosessuali verranno risolti in ambito europeo. In parte ciò avverrà attraverso le sentenze della Corte di Giustizia e le norme comunitarie; infatti, non riconoscere le famiglie, anche di fatto ed anche omosessuali, significa ridurre la libertà di movimento dei lavoratori e quindi ledere una delle quattro fondamentali libertà su cui si fonda l’Unione; in parte può avvenire grazie a decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che già ha ripudiato la concezione biologica della famiglia.
Forse ci vorrebbe una coppia omosessuale che chiedesse di sposarsi o di far registrare in Italia un matrimonio celebrato in un altro Paese europeo e che, vedendosi rifiutare questo diritto, creasse un casus belli, andando davanti al giudice italiano che:
o darà ragione ai promessi,
o alla fine si farà dare torto (credo) dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea, o dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Anche la prospettiva di una coppia gay sposata all’estero che chieda nel nostro Paese il divorzio o il riconoscimento di una sentenza di divorzio (in quest’ultimo caso varrebbe anche il principio del c.d.favor divortii) potrebbe presentare dei quesiti giuridici interessanti.
Forse, però, coi tempi della giustizia italiana (che rallentano anche i giudici europei) è possibile che le norme comunitarie arrivino prima delle sentenze.
Stupisce però, che nessuna coppia di omosessuali italiani che desidera sposarsi non consideri la via giudiziaria: l’unico modo perchè un giudice si pronunci, è che qualcuno glielo chieda!
on 25 ott 2007 at 17:02 1.Filter said …
Sono anch’io convinto che l’UE sia l’unica speranza, anzi, penso che nel giro di qualche anno ci risolverà il problema. E sarà un bel giorno.
Andando a memoria, credo che qualche tentativo di fare il casus belli ci sia già stato (tipo gay sposati all’estero che hanno tentato di fare trascrivere il matrimonio in Italia), ma senza innescare nulla.
on 26 ott 2007 at 10:25 2.Intempestiva said …
Ciao Filter!
Sì ci fu un caso, ma il tribunale rifiutò e non mi risulta che si sia tentato di adire le corti europee.
Io credo che già il giudice italiano all’epoca abbia preso una decisione scandalosa e che avrebbe dovuto riconoscere il diritto alla trascrizione.
Sono convinta che in un caso così, a livello europeo si avevano ottime possibilità di vincere: ufficialmente l’Unione non ha ancora preso posizione sulle unioni gay (e per quanto ne so, neppure sui pacs e simili), ma ipotesi del genere dimostrano proprio come il mancato riconoscimento comporta una barriera per i cittadini europei che desiderano trasferirsi da una Stato comunitario ad un altro: è proprio dalla constatazione che la tutela del legame matrimoniale è essenziale per garantire davvero la libertà di movimento dei cittadini europei, che l’Unione oggi interviene nel campo del diritto familiare in maniera consistente, per cui è nella logica del sistema europeo che si dovrà riconoscere una validità a queste unioni.
on 07 nov 2007 at 01:53 3.annie said …
nessuno chiede questo perche’ ai gay non frega nulla del matrimonio…….se li rispettassero sarebbe gia’ sufficiente….ma chiedetelo a ratzinger cosa significa …..
io non discrimino ma i vostri amori sono di serie b….che bello…….
on 07 nov 2007 at 15:20 4.Intempestiva said …
Ciao Annie!
Non sono d’accordo: avere pari diritti significa avere pari dignità e pari rispetto.
on 11 gen 2008 at 15:19 5.intempestiva » Diritto di famiglia europeo (gioiso e coerente) said …
[...] Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo, chiede al Consiglio dei Ministri europei di affermare che il diritto comunitario non e’ competente in materia di diritto di famiglia dei singoli Stati Ue e quindi nell’equiparazione della famiglia con le convivenze e le unioni omosessuali. Si sbaglia: l’Unione europea interviene da molti anni in materia, coerentemente con i poteri attribuiti dai Trattati fondamentali e da ulteriori convenzioni ad hoc. La ragione fondamentale è che il riconoscimento dei diritti in materia di famiglia è essenziale per garantire la libertà di movimento dei cittadini europei (uno dei cardini dell’Unione e che originariamente era inteso come libera circolazione dei lavoratori, nel quadro ideologico in parte superato della Comunità economica europea, che si occupava soprattutto dei “fattori produttivi”, mentre oggi la libertà di movimento riguarda la persona in quanto tale e non più in quanto lavoratore). L’unione europea non vuole rischiare che il mancato riconoscimento dei diritti della famiglia impedisca o disincentivi la mobilità europea. [...]
on 04 mag 2009 at 12:12 6.alessia bellini said …
Certamente l’unione europea rimane l’unica speranza contro le matusallemmiche fila del diritto italiano.
Anche se, e non a torto gli stati europei che consentono le unioni omosessuali richiedono almeno la residenza di uno dei due futuri coniugi all’interno dello stato ove si intende convolare a nozze, tagliando cosi fuori dal gioco chi come me e la mia compagna lavora e risiede in italia,creda sarei ben contenta di essere quel paziente zero in grado di scatenare tale ribellione.Ma non ne ho i mezzi e cosi non mi rimane che spettare e sperare….
on 04 mag 2009 at 15:00 7.intempestiva said …
Magari non ci vorrà troppo tempo. In realtà qualche coppia già sta tentando questa strada.
Un abbraccio!
on 05 mag 2009 at 08:57 8.alessia bellini said …
eh mi piacerebbepoter entrare in contatto con loro…in questi casi lo si sa più si è meglio è…
on 05 mag 2009 at 17:45 9.intempestiva said …
Puoi forse incominciare la tua ricerca da qui:

http://www.certidiritti.it/index.php?option=com_content&task=view&id=41&Itemid=72
on 09 mag 2009 at 13:57 10.intempestiva said …
Il risultato principale credo sia questo:
http://www.arcigay.it/nozze-gay-parola-alla-consulta