In Birmania continua la repressione

Non si sa quante persone indifese siano state uccise, torturate, arrestate.
Nel frattempo l’Italia che fa?
Le condogliaze per la morte di uno dei principali responsabili del disastro in Birmania.

Ho inviato anch’io – con qualche modifica – la lettera proposta da Alessandro Gilioli:

Gentile Ambasciatore,

Leggo sul “New Light of Myanmar” – versione on line – che Lei è andato a rendere omaggio alla memoria del “macellaio” Soe Win, l’uomo che ha ordinato di sparare nel 1988 ai manifestanti, l’uomo che ha orchestrato l’attentato del 2003 a Aung San Suu Kyi.
Mi rendo conto che la diplomazia ha i suoi obblighi, ma Le sembrava davvero il caso di firmare il libro delle condoglianze? Non pensa che, tanto più in questi giorni, come rappresentante del governo e quindi del popolo italiano avrebbe fatto meglio ad astenersi da questo gesto, prontamente usato dalla propaganda del governo birmano?
Certo di una Sua risposta, le invio i miei più cordiali saluti.

ambitaly@ambitaly.net.mm

Fax: 00951-514565

Aggiornamento:

La risposta dell’ambasciatore Cinti.