Il dolore e la legge

Sui meriti artistici di Pavarotti io non sono in grado di pronunciarmi, ma penso di dovergli qualcosa perchè mi ha dato delle emozioni.
Trovo comunque agghiacciante questo ennesimo show creato sulla morte di un essere umano, strumentalizzato così vigliaccamente, mentre bisognerebbe avere rispetto della sofferenza per la sua malattia e per chi lo ha amato e ora si sente distrutto.
Ho rinunciato a scrivere quando in televisione hanno annunciato:

il funerale di Pavarotti, in diretta su questa rete.

Ma non può esserci alcuno spazio ormai per credere alla buona fede di chi continua a urlare; neppure la devastante ignoranza giuridica dei giornalisti può giustificare la scenetta di ieri, con un notaio che deve andare in televisione ad enunciare l’ovvio, sbandierato come uno scoop giornalistico: per sapere che esiste una quota di eredità assegnata secondo le percentuali sbandierate dalle fonti di informazione sarebbe bastato sfogliare il nostro codice civile.
E’ una regola che dovrebbe essere chiara ai tecnici, ma anche a chi ha un po’ di esperienza di vita e di giornalismo, almeno dagli Anni ’40: si chiama “successione necessaria”.
Nel caso specifico funziona così:

Art. 542.
(Concorso di coniuge e figli)

[…]
Quando i figli, legittimi o naturali, sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, è effettuata in parti uguali.
[…]

La “notizia” (ma in realtà sarebbe comunque un fatto personale e la riservatezza a mio avviso andrebbe rispettata, per umana decenza) sarebbe se ci fosse stato il tentativo di violare od aggirare questa norma.
Così non è a quanto dice il notaio.
Allora domani propongo una sensazionale notizia: al mattino sorge il sole (anche sui giornalisti cretini).

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