L’ip di chi partecipa a file-sharing è dato personale?

In questi giorni circa 4000 italiani hanno ricevuto una raccomandata in nome e per conto di una casa discografica tedesca, la Peppermint Jam Records GMbH, che chiede la cancellazione di file musicali di artisti di cui la casa detiene i diritti d’autore e che sarebbero stati oggetto di file sharing; chiede inoltre il versamento, a titolo di “parziale risarcimento per danni, spese legali e spese tecniche sostenute per l’individuazione”, della somma forfetaria di euro 330,00.

Ne sono seguite due ordinanze del Tribunale di Roma.

L’ordinanza collegiale del 9 febbraio 2007 non si pone neppure il problema della liceità del trattamento dei dati personali raccolti e registrati dalla Logistep AG e dalla Peppermint utilizzati per sostenere la fondatezza del proprio ricorso[3].

L’ordinanza del 19 agosto 2006, invece, liquida la questione affermando che: “Il modo in cui i suddetti dati sono stati recuperati dalla società incaricata dalla Peppermint appare dunque affidabile, accettabile e soprattutto lecito, posto che colui il quale utilizza un programma di file sharing manifesta, per ciò solo, la volontà di accettare che il proprio indirizzo IP sia conoscibile da tutti gli altri utenti che utilizzano il medesimo programma”.

[Secondo l’Autore dell’articolo, invece]

I dati possono essere trattati solo con il consenso espresso dell’interessato e previa informativa -art.23, D.Lvo 196/03 (sanzionato penalmente dall’art.167) – ma soprattutto, ai sensi dell’art.122, D. L.vo 196/03, è vietato espressamente l’uso di una rete di comunicazione elettronica per accedere a informazioni archiviate nell’apparecchio terminale di un utente, per archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell’utente stesso.

Sebbene il disposto dell’art.122 non sia sanzionato penalmente (sic!), va detto che ai sensi dell’art.11, 2° co., del medesimo codice i dati personali trattati in violazione della disciplina in materia di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati.

Ed il danno anche non patrimoniale che ne deriva è risarcibile ai sensi dell’art.15, D. L.vo 196/03.

[…]

L’Autorità Garante ha inoltre deciso di richiedere a diverse società interessate e a gestori telefonici tutti gli elementi utili per una piena valutazione del caso.

La domanda fondamentale diviene allora la seguente: la tutela dei diritti connessi al Diritto d’Autore di una casa discografica su di una canzone (la maggior parte dei cittadini colpiti è rea di aver condiviso un solo brano musicale in formato mp3!), prevale, nel giudizio di bilanciamento, sul diritto alla tutela dei dati personali del singolo utente?