“Il dovere di opporci”?

Sul treno ho trovato una copia abbandonata del “Giornale”, con un articolo (che comparirà in versione definitiva sul prossimo numero di Shalom) scritto da Riccardo Di Segni.

Di Segni si oppone alle unioni omosessuali, quantomeno “tra maschi”.

E’ un articolo brutto.

Mi spiego: sul piano formale pur svettando liricamente rispetto alla produzione consueta del quotidiano che lo pubblica, presenta errori (la società che sta per compiere queste scelte supera abbondantemente limiti illeciti e nostro dovere è opporsi) e scarso stile (ripetizioni, scarsa linearità).

Ma è soprattutto il contenuto che non va.

Non critica solo le unioni omosessuali, ma in fondo si duole anche dei matrimoni misti (tra ebrei e non ebrei).

Non voglio mancare di rispetto al Rabbino Capo di Roma, ma il suo scritto appare gretto.

Si parla tanto di famiglia naturale e si perde di vista, credo (!) la naturale simpatia per gli altri esseri umani.
Alla felicità di sapere che ci sono persone che si amano si sostituisce un’interpretazione testuale tra le tante possibili (perchè ogni testo è sempre interpretabile).

7 commenti su ““Il dovere di opporci”?”

  1. non l’ho letto ma le interpretazioni testuali sono sempre riduttive. Ma quale testo era? Biblico? Gli studiosi di religione lo sanno, la Bibbia è un po’ vecchiotta:) e si rifà a una società che non c’è più.

    ti sei vista sul video? Sei venuta molto bene!:)

    ciao mia cara

  2. Ciao Boh!
    Sì si riferiva lla Bibbia.
    Il video non l’ho ancora visto!
    Ripresa dallo Zena?
    Che bello che è stato!
    8)

  3. ciao non riesco a trovar l’articolo in rete. hai qualche riferimento in più?
    Tu citi la sua avversione per le unioni omo, specialmente tra maschi. anche questo, nel tutto, è molto preoccupante. non vorrei nascondesse (scusa l’eufemismo) la “naturale” considerazione che alcune religioni hanno per la donna. se fosse così, detto da Di Segni sarebbe una ulteriore pericolosa affermazione, non credi?

  4. Beh, sì mi pare, mi pare preoccupante, anche se non se abbia a che fare con le donne.
    L’articolo è apparso sul Giornale dell’8 maggio. Non saprei aggiungere altro.

  5. Personalmente vivo una coppia mista.
    La persona che amo è (tanto per fare qualche esempio): credente, lombarda, juventina. Le differenze ci sono e creano conversazioni anche animate (d’altra parte io sono pur sempre un uomo con tutti i miei limiti e lei è pur sempre una donna con tutta la sua logica in diciotto dimensioni spazio-temporali), ma stiamo bene insieme.
    😀
    La maggiore differenza a mio parere è proprio che io sono un maschio e lei una femmina. Unire le differenze per “testarne” l’effetto credo sia uno dei principi evolutivi della natura. …”evolutivi”… eh, ho fatto riferimento a una teoria scientifica non benaccetta in alcuni ambienti… Uffa 🙂

  6. lasciando da parte il giudizio su una testata che si definisce giornale nel titolo, mentre dovrebbe intitolarsi qualcosa tipo “la voce del padrone” o ancor peggio “stuodi aperto papers….”, ho l’impressione che si in atto una involuzione nella nostra società, critichiamo tanto i talebani ma in casa nostra si stanno comportando in maniera simile (con le giuste proporzioni…). IO penso che se due persone si amano, si amano punto e basta, e non deve contare razza, sesso, religione, credo politico.
    La nostra cultura deriva da quelle ellenica e da quella romana…. ed entrambe erano colture in buona parte omosessuali, eppure mi sembra che sci siamo evoluti un pochetto….

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