L’Europa ci condanna per la proprietà intellettuale

Purtroppo è successo: la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia, perché le nostre leggi esentano tutte le biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici dall’obbligo di remunerazione dei diritti d’autore, in violazione della Direttiva 92/100/CEE.

La portata della sentenza è un po’ vaga.
Infatti si legge nella motivazione:

Ai sensi del suo art. 5, n. 3, la direttiva 92/100 permette agli Stati membri di derogare, per il prestito pubblico, all’obbligo generale di remunerazione degli autori previsto nei nn. 1 e 2 dello stesso articolo. Orbene, le disposizioni di una direttiva che derogano ad un principio generale sancito dalla direttiva stessa devono essere interpretate restrittivamente (v., in particolare, sentenza 6 luglio 2006, causa C‑53/05, Commissione/Portogallo, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 22 e giurisprudenza ivi citata). Non è dunque possibile esentare tutte le categorie di istituzioni per il prestito pubblico: possono essere esentate soltanto alcune di esse.

La normativa italiana esenta però dal citato obbligo di remunerazione tutte le biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici. Come ha affermato la Commissione, senza essere contestata dalla Repubblica italiana, la normativa italiana esenta di fatto tutte le categorie di istituzioni per il prestito pubblico.

Quanto restrittive dovranno diventare le nuove leggi?La finanziaria prevede ora di esentare solo scuole e università e starebbe prevedendo una dotazione di 3.000.000 di euro.
Il Fondo è ripartito dalla (SIAE) sulla base degli indirizzi stabiliti con Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentite la Conferenza Stato – Regioni e le associazioni di categoria interessate.
Naturalmente, per l’attività di ripartizione spetta alla SIAE una provvigione, in misura non superiore allo 0,01 per cento del Fondo.
Le disposizioni si applicano ai prestiti presso tutte le biblioteche e discoteche di stato e degli enti pubblici, ad eccezione di quelli eseguiti dalle biblioteche universitarie e da istituti e scuole di ogni ordine e grado.

Mi riesce difficile considerarlo un passo avanti.

Un commento su “L’Europa ci condanna per la proprietà intellettuale”

  1. essendo l europa una spa
    in tutto e per tutto vedi le sua moneta
    che e in mano alla banche private che poi sono proprietarie delle europa
    per il 70 %

    perche nn ti fai una ricerca?

    detto tra noi sta rompendo i coglioni
    con le sue direttive

    lo sai che e’ illegale?
    nn ha una costituzione eppure ordina attraverso i trattati
    nn ti indigni di questo?

    e la cosa che gli importa meno sono
    i diritti
    invece quella che gli importa di piu sono i
    diritti del denaro

    ossia i ricchi sempre piu ricchi ei poveri sempre piu poveri ed ignoranti

    arrivera un giorno che in molti lo capiranno

    vedremo se sara gia troppo tardi

    e semplicistico far finta di nulla quando dietro alla facciata da cartone animato si nascondono i piu crudeli affaristi della storia

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