Votare è un dovere, ma col crocifisso che dovere è?

Nel Trevigiano e ad Amelia rimosso il crocifisso dal seggio elettorale.
A Senigallia elettore chiede invano la rimozione e riconsegna la scheda per protesta.

Ne avevo parlato ai tempi del referendum: nel frattempo non mi risulta siano uscite sentenze specifiche della Cassazione, ma si sono pronunciate la Consulta che ha, come si suol dire “deciso di non decidere” ed il Consiglio di Stato, che si è pronunciato a proposito del crocifisso nelle scuole, ma affermando dei principi, poi ripresi dallo stesso Ratzinger, che sono rilevanti nel caso di specie: vi si legge:

è evidente che in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana.

Per cui il crocefisso a scuola resta dove sta.
Mi pare che ci sia stata anche qualche sentenza di merito che ha seguito l’insegnamento della consulta… evitando ancora di decidere.
Semplificando, davanti al crocifisso, i giudici ordinari tendono ad affermare che devono decidere i giudici amministrativi, i quali tendenzialmente ricambiano il favore (con l’eccezione sopra riportata).
Nel frattempo la Corte costituzionale non ritiene di intervenire.
Per me continua valere quello che ho scritto l’anno scorso.