Shi Tao 03 apr 2006 09:14 am
Finalmente un’azione giudiziaria contro Yahoo?
It’s very clear from the judgment that Yahoo Hong Kong provided the details. They’re a Hong Kong company. Why do they have to comply with Chinese requests (for information)? This is the biggest question.
La sentenza in effetti è nota già da settembre (puoi vedere in particolare il ruolo di Yahoo a pagina 31), però è di questi giorni la notizia che la famiglia di Shi Tao sta pensando di promuovere un procedimento negli Stati Uniti o ad Hong Kong contro Yahoo.
Infatti, siccome dalla sentenza risulta chiaramente che l’informazione è partita dalla sede Yahoo di Hong Kong, e dunque da un territorio cinese parzialmente autonomo, non regge la difesa di Yahoo, che sostiene di avere semplicemente rispettato le leggi locali. Le leggi applicate, infatti non sarebbero vigenti ad Hong Kong.
Al contrario, secondo le leggi di Hong Kong, Yahoo ha commesso un illecito , in quanto ha violato la privacy di Shi Tao, così esponendolo ad una ingiusta detenzione.
Non a caso, l’appello di Amnesty è indirizzato ai dirigenti di Yahoo e non (ancora) al governo cinese.
Personalmente, in un primo tempo, avevo pensato che si potesse reagire con un atteggiamento di blanda persuasione, ma adesso comincio a pensare che Yahoo ha avuto abbastanza tempo per riflettere e non l’ha fatto fruttare: sto pensando, per quel poco che vale, di rinunciare all’account su Yahoo.
Via Hyle, via Boing Boing.

on 24 set 2006 at 20:36 1.Shi Tao farà causa a Yahoo at intempestiva said …
[...] Si rafforzano le voci che circolano ormai da aprile. Sembra che la causa si farà negli Stati Uniti, ma è ancora tutto molto vago: si parla addirittura dell’eventualità di una “class action“, cioè di una azione collettiva, da parte dei dissidenti cinesi arrestati. Naturalmente, è una questione enormemente delicata, per il timore di ritorsioni contro i detenuti e contro le loro famiglie. L’iniziativa potrebbe trovare impulso già nei prossimi mesi. La portavoce di Yahoo! A Hong Kong non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ma la linea difensiva che sembra delinearsi è questa: le informazione riservate sulla posta elettronica di Shi Tao sono state fornite dalla sede cinese di Yahoo, che sarebbe stata “obbligata per legge” a collaborare così fattivamente con le autorità cinesi, e non dalla sede di Hong Kong, dove vige una legislazione che tutela maggiormente gli utenti. Ho detto sin dall’inizio che, a mio avviso, Yahoo non può invocare una legge che viola i diritti umani. Di conseguenza io credo che ci siano buoni argomenti contro Yahoo, ovunque abbia tradito un giornalista, consegnandolo nelle mani di uno che Stato che non rispetta il diritto di parola e la dignità dei carcerati. Shi Tao fu arrestato per aver parlato della censura e di piazza Tien Anmen. Anche questa causa sarebbe soprattutto un messaggio: mettere sotto processo Yahoo dimostrerebbe alle corporation e all’opinione pubblica che quando si tratta di diritti umani ci sono limiti invalicabili e non ci devono essere degli intoccabili. [...]