Virus, spam e contenuti illegali: intervengono i Garanti Ue


Il Provider può effettuare la scansione automatizzata della posta elettronica alla Ricerca di Virus o spam senza il consenso dell’utente o dell’abbonato, ma ha l’obbligo di richiederlo se lo scopo dello Screening è quello di individuare contenuti potenzialmente illegali, (ad esempio File a carattere pornografico o a contenuto razzista).
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La scansione effettuata al fine di individuare Virus è lecita perché si tratta di una finalità che rientra negli obblighi di Sicurezza imposti dalla direttiva 2002/58 e dalle norme nazionali e non richiede il consenso dell’utente.
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Anche lo Screening effettuato per individuare spam è, a giudizio dei Garanti Ue, attività assimilabile all’attivazione di misure di Sicurezza, poiché lo spam compromette la funzionalità dei servizi di posta elettronica. Tuttavia, in considerazione del rischio di generare “falsi positivi” – ossia di filtrare come spam messaggi che in effetti non lo sono – e dunque di limitare in qualche misura la libertà di comunicazione, i Provider dovrebbero consentire agli utenti di disapplicare i Filtri anti-spam e di stabilire quali tipi di spam debbano essere filtrati.

In conclusione, anche gli sviluppatori di programmi per la posta elettronica vengono invitati a individuare tecniche volte a ridurre al minimo l’analisi dei dati personali dell’utente.

Aggiornamento 4 aprile

Nella recente presa di posizione sui filtri antispam, che in sostanza ne autorizza l’attivazione da parte dei provider, i Garanti europei si sono occupati anche dei web bugs nelle email, dichiarandoli illegali.
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Questa posizione, che non è stata ripresa nella sintesi che della paper europea ha fornito il Garante italiano per la privacy, mette all’indice i sistemi di mailing pubblicitario utilizzati fin qui da moltissimi operatori del marketing.