Hao Wu: ancora prigione per i blogger cinesi

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Dalla home page di Global Voices Online è partita una campagna per la liberazione di Hao Wu, regista cinese e collaboratore per il nordest asiatico di GVO, in carcere da circa un mese: voleva girare un film-documentario sulla situazione della Chiesa cristiana, non riconosciuta dal governo di Pechino. Hao, dalle pagine di GVO, sotto la firma di Tian Yi, contribuiva a dar voce alla realtà cinese davati alla platea mondiale dei lettori. L’ultimo post sul suo blog personale Beijing or Bust è datato 22 febbraio, il giorno del suo arresto.

Ma la storia di Hao è venuta alla luce solo due giorni fa, quando genitori e amici hanno capito che non si trattava di una detenzione breve. Così anche gli altri bloggers si sono uniti al coro, pubblicizzando il caso attraverso un sito internet, lo stesso mezzo tanto temuto dalla censura.

Le cose non vanno meglio in Pakistan. ‘Don’t block the blog‘ è il titolo di una campagna contro la censura dei blog pakistani all’indomani della pubblicazione sul alcuni siti delle vignette satiriche su Maometto: invece di oscurare i singoli siti, il governo ha preferito bloccare l’intero dominio blogspot.com.