Ancora sulle vignette danesi

BBC sta coprendo la notizia pacatamente e in modo più approfondito di quanto mi sembra avvenga in Italia.
Due retroscena che la nostra stampa forse non ha riportato sono: le vignette, stampate a settembre, avrebbero raggiunto notorietà col tempo anche grazie all’involontario aiuto dell’Egitto, che forse non voleva schierarsi troppo contro gli Stati Uniti o Israele e ha pensato di portare l’attenzione altrove.
Secondo retroscena: qualcun altro ha pensato bene di soffiare sul fuoco: una delegazione di leader islamici danesi sarebbe andata a novembre in Medio Oriente per far conoscere le vignette e ha pensato bene di mentire, aggiungendo altre immagini, più offensive e che nulla avevano a che fare con la pubblicazione danese. In particolare questa immagine è stata presentata come una parodia del Profeta.
Strumentalizzazioni ci sono state e violenze pure.
Le une non giustificano le altre.
Ognuno dovrebbe rispondere delle rispettive colpe: chi ha offeso, chi ha mentito, chi ha ucciso, secondo la propria personale responsabilità.
Questa, secondo me è la giustizia.
Così è intesa nel nostro Paese, da che gli ideali dell’illuminismo hanno fatto breccia nelle leggi e nelle coscienze.
Non si tratta di giudicare la civiltà islamica o quella danese o di scegliere se una è meglio dell’altra, si tratta piuttosto di valutare delle condotte singole e specifiche, per condannare o assolvere persone determinate.
La partigianeria che viene spacciata per difesa della nostra civiltà non è altro che la rinuncia ai valori più profondi e qualificanti del mondo che ha conosciuto la Rivoluzione Francese.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Calderoli e i suoi insulti razzisti alla giornalista de La Sette Rula Jebreal, “rea” mi pare, di essere araba israeliana.
Quella macchietta di governo ha detto alla brava giornalista cose del tipo “quella donna abbronzata, sì dico lei quella donna abbronzata dovrebbe tornare nel deserto con gli altri”.
Io, in quanto essere umano, mi sento personalmente offesa e molto più simile a Rula Jebreal che non a Calderoli.
Perchè può darsi che soffra di deficit mentali paragonabili a quelli di Calderoli, ma almeno ho un po’ più senso della dignità. Penso che una persona decente possa volermi bene e non vergognarsi troppo per quello che faccio.