La libertà d’espressione comprende il diritto di pubblicare l’indirizzo di casa dei vignettisti danesi?

Visto che anche il diritto di parola, a quanto pare, deve trovare un limite, tanto vale che quel limite sia la libertà religiosa e il sentimento di dignità.

Chi non è d’accordo sorrida, la prossima volta che qualcuno impropriamente nomina la sua mamma.
In effetti, anche se, come è ovvio, non tollero e non giustifico in alcun modo le violenze, trovo allucinante che offendere il prossimo venga considerata una questione di principio.
Tra l’altro, chi è stato offeso?

Già, chi?

Un popolo?
Ma i mussulmani non sono un solo popolo. Semmai molti popoli sono (prevalentemente) musulmani.
Una religione?
Ma non tutti quelli che appartengono alle culture islamiche sono religiosi. Nè appartengono necessariamente a quella religione.
Una cultura?
Ma non è una cultura sola, nè è solo un fatto culturale!
Una razza?
Risposta troppo ovviamente errata: i Mussulmani non sono una razza, come non lo sono gli Ebrei o Cristiani.
Questa domanda, però, ne tira un’altra: i Mussulmani e le persone che si sono sentite offese sono il medesimo insieme?
Io credo di no: come è stato sottolineato, le vignette avevano un contenuto razzista, perchè rappresentavano le persone con tratti somatici grotteschi e col nasone (quest’odio antiislamico ha sempre più analogie con l’odio verso gli Ebrei).
Per questa ragione, credo, anche chi non è per nulla attaccato alla religione può sentirsi offeso in quanto appartenente ai gruppi etnici insultati in maniera razzista.
Siccome l’Islam è un fenomeno anche culturale e sociale, chi appartiene a quella cultura e a quei popoli, anche se è una persona non religiosa, si sente personalmente offeso nella propria dignità e nei propri valori .
Non si può rappresentare il Profeta. Meno che mai fargli una caricatura. Rappresentarlo con un turbante-bomba suggerisce una violenza connaturata all’Islam o agli islamici.

Questo è un problema serio, perchè temo che non sappiamo neppure esattamente chi abbiamo offeso, perchè non sappiamo esattamente cosa significano quei disegni e come vengono interpretati in un’altra cultura.
Tronfia ignoranza, la chiamo io, altro che diritto.
Shi Tao ha esercitato un diritto.