Monthly Archivegennaio 2006



General 17 gen 2006 09:08 am

Clearly ambiguous

clearly ambiguous flickr fotos colours fotographers photographers fotografi immagini

è un bravissimo e simpaticissimo fotografo di Flickr.
Consiglia di dare un’occhiata a questo.

Snoopy avvocato 16 gen 2006 09:25 am

Cifra nera

francesco fortugno \'ndrangheta cifra nera racket
Il parlamento riforma la giustizia.
La Calabria che ne pensa?

Ogni notte è un fuoco, ogni notte la Calabria brucia nel suo malaffare. E paga pizzo.

[…] Ottanta, novanta e anche cento telefonate l’anno fino al 2000. “E poi un calo costante fino alle zero telefonate del 2005″.
[…]
I reparti speciali di polizia e carabinieri pedinano e intercettano, indagano e fanno retate, quelli che restano intrappolati di solito patteggiano e dopo qualche anno sono ancora fuori a spremere gli stessi commercianti che avevano soffocato prima. E nessuno parla. Mai. I pochi che l’hanno fatto vivono nell’incubo. Lontano dalla Calabria. Sotto scorta perenne.
[…]
Chiedono sicurezza i commercianti e gli imprenditori calabresi. Chiedono anche un altro rapporto con le banche. “Se denunci, per gli istituti di credito diventi automaticamente un cliente a rischio e non ti danno più fiducia“, ricorda ancora il presidente di Confesercenti. E spesso i clienti a rischio scivolano nelle grinfie degli usurai.

La ‘ndrangheta controlla ormai anche sui prestiti a strozzo. Offre soldi per poi prendersi tutto. E chi non accetta il ricatto, finisce sotto tortura. Come S. B., il proprietario di una pizzeria. Non ha restituito 30 mila euro alla donna di un boss. Quella gli ha detto: “Se non paghi ammazzo per prima tua moglie, le taglio la testa con una fucilata, poi la scaravento sul muro della tua pizzeria. Poi tutta la stirpe, vengo dove abiti e ti ammazzo, ti faccio a pezzettini, ti metto in un sacchetto e ti lascio così sull’uscio di casa di tuo padre”.

“Cifra nera” può sembrare il nome di una terribile maledizione. In un certo senso lo è, perchè è il termine con cui ci si riferisce ai reati che vengono commessi, ma di cui non si ha notizia.
Ad esempio è altissima la cifra nera dei furti.
A me vien freddo quando sento trionfali dichiarazioni sul fatto che ci sono sempre meno denunce per furto.
I motivi, infatti, possono essere due: o ci sono meno furti (come lasciano intendere i giornali e i telegiornali) o la gente non ha abbastanza fiducia per “perdere il tempo” di denunciarli (come capita spesso e come, credo, sappiamo tutti).
Quindi dal calare delle denunce si possono fare due ipotesi: una molto positiva e una molto negativa.
Perchè questo non viene mai spiegato dagli organi di informazione?
Chi e quando comincierà a brandire i dati calabresi per sostenere che la ‘ndrangheta è sconfitta?

Snoopy avvocato 15 gen 2006 08:33 pm

Ancora guai per la ex-Cirielli

[C]ontro la ex Cirielli i penalisti hanno indetto tre giorni di sciopero, a partire da domani – fino a mercoledì – con una manifestazione a Firenze alla quale prenderanno parte anche docenti universitari.

“Si tratta di una legge che ha avuto una bocciatura multipla – spiega Randazzo [presidente dell’Unione delle Camere penali] – oltre che da parte nostra, dai magistrati, dai direttori delle carceri, dagli studiosi di diritto e dagli agenti di custodia cautelare, e la cui illegittimità costituzionale è evidentissima”. L’astensione dalle udienze è stata decisa per denunciare “la devastante gravità di un regresso incompatibile con la nostra civiltà”.
E’ la settima volta in quattro anni che l’Unione delle Camere penali chiama gli avvocati ad astenersi dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie. Una protesta che, questa volta, potrebbe costringere la Cassazione a rinviare l’udienza del processo Imi-Sir che vede tra gli imputati l’ex ministro e deputato di FI, Cesare Previti, fissata proprio per domani.

Woodstock 13 gen 2006 03:43 pm

La miglior barzelletta sulle bionde

Non posso resistere. Da 40 anni buttati.

Shi Tao 13 gen 2006 09:16 am

In Cina oscurata Wikipedia

I GIOVANI cinesi che la usavano per preparare i compiti in classe, gli esami e le tesi di laurea, hanno perso la loro finestra sul mondo. Il governo ha oscurato definitivamente Wikipedia, bloccando l’accesso alla più celebre enciclopedia universale su Internet. Tra i 225 milioni di vocaboli che contiene ci sono troppe definizioni scomode: Tienanmen 1989 e democrazia, Tibet e repressione. Il regime cinese ha paura delle parole, su Wikipedia la parola non si può controllare. A cinque anni dalla sua creazione, tradotto in cento lingue, il dizionario enciclopedico consultato in ogni istante da milioni di persone su tutto il pianeta è un prodotto della libertà. Nasce come un testo “aperto”, le sue definizioni vengono assemblate, corrette, aggiornate continuamente dal contributo spontaneo e gratuito della collettività dei lettori. Non è un sito politico, non vuole fare opinione, non è nulla di più che un giacimento di vocaboli e di spiegazioni, accessibili con un clic sulla tastiera del computer. Ma per Pechino proprio questo era diventato una minaccia. Ora ad ogni ricerca di un termine su Wikipedia, fosse anche il più banale, per chi sta in Cina il sito non risponde più: schermo vuoto, “non disponibile per ragioni tecniche”.
[…]
Oltre alle tecnologie avanzate la censura cinese usa anche metodi più tradizionali. Una volta al mese la direttrice dell’Ufficio di Informazione, signora Wang Hui, convoca nella sua sala riunioni i dirigenti dei maggiori siti Internet a cui espone le direttive del governo, precisando quali notizie si possono dare e quali no. Alla riunione partecipano anche i rappresentanti dei siti stranieri che operano in Cina, come Yahoo, che prendono nota delle direttive.

Dopo i casi di Anti e di Shi Tao, Repubblica conclude così:

Credevamo che Internet potesse esportare le nostre libertà a Pechino e Shanghai. A giudicare dal caso della Microsoft che ha applicato la giurisdizione cinese in America, sembra quasi che possa succedere il contrario.

Via Peacelink

Aggiornamento 17 gennaio

Da ieri in Cina:

un’altra forma di censura, quella di Skype

. E così, dopo i motori di ricerca (Google e Altavista), i blog (Yahoo e MSN Microsoft) e l’enciclopedia online (Wikipedia), anche le telefonate effettuate con Skype saranno ascoltate dal “terzo orecchio”.
Ma le grandi corporation della ITC non sono le stesse (Microsoft in testa) che da tempo stanno facendo pressioni sull’Unione Europea affinché cambi il vigente sistema legislativo sul copyright e sulla brevettabilità del software?
E allora, qual è la differenza? Che contro un governo dittatoriale che controlla, attraverso la censura e la repressione, un mercato potenziale di oltre un miliardo di utenti è bene salvaguardare la reciproca collaborazione rispettando le diversità etico-morali-legislative, mentre riguardo un insieme (piuttosto disomogeneo) di Stati sovrani liberamente e democraticamente eletti dai rispettivi cittadini è più conveniente esercitare tutte le pressioni lobbistiche possibili ?

Aggiornamento 19 gennaio

Andrea commenta la notizia su Skype: qualcosa non torna.

Aggiornamento 20 gennaio

In effetti la censura su Skype non riguarda le telefonate: Vittorio Zambardino avrebbe sbagliato a tradurre.
Per fortuna però non se l’è presa!
8)
Via Jtheo

General &Snoopy avvocato 13 gen 2006 09:00 am

Legge Pecorella

La riforma dell’appello (la cosiddetta “legge Pecorella che prevede l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione) ha ottenuto stamane, quattro mesi dopo il sì della Camera, anche il voto definitivo da parte del Senato. Hanno votato a favore i senatori della Cdl, mentre l’opposizione ha votato contro, accusando la maggioranza di essere “servi del loro padrone”. Appresa la notizia, il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli, si è detto “sbigottito”: “Una simile iniziativa legislativa distrugge la funzione assegnata alla Suprema Corte”.
[…]
“Sui giornali di oggi [ieri, ndi] viene pubblicato un appello rivolto dalla rete dei presidenti delle Supreme Corti di Europa, votato all’unanimità e diretto al governo e al Parlamento italiani” ai quali si chiede “di fermarsi a riflettere su una riforma che provocherà danni terribili a tutta la funzione giudiziaria italiana”.

La replica giunge dal sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, che parla di “pregiudizi ad personam della sinistra”.


Aggiornamento 20 gennaio:

Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha chiesto alle Camere – a norma dell’articolo 74, primo comma, della Costituzione – una nuova deliberazione in ordine alla legge: “Modifiche al Codice di Procedura Penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento”. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

Si tratterebbe di una legge “palesemente incostituzionale“.
Le motivazioni ancora non si conoscono, ma dal riferimento al buon andamento dell’amministrazione e dalle preoccupazioni per la ragionevole durata dei processi, forse la critica è particolarmente incentrato sulla questione dei nuovi poteri (di controllo sul merito) che si volevano dare alla Corte di cassazione e che la stessa Cassazione non vuole.
La butto lì: una sentenza è la valutazione di un affatto alla luce del diritto.
Oggi solo i tribunali del merito valutano i fatti e il diritto.
Quando una decisione arriva in Cassazione, quindi, si dovrebbe discutere solo sull’interpretazione delle norme.
Esempio: se risulta dall’appello che ho sottratto una mela al fruttivendolo, non si può in cassazione discutere se questo fatto sia vero, ma solo se sia stata correttamente applicata la procedura e se il fatto costituisca reato (un difensore potrebbe sostenere, in diritto, che una singola mela non è una “cosa” rilevante ai fini del reato di furto, state il suo scarso valore economico).
La valutazione dei fatti costa moltissimo, anche in termini di tempo e un “terzo grado nel merito” sarebbe un’invasione barbarica negli uffici romani dell’unica Corte di cassazione oggi esistente.
Al di là di altre valutazioni teoriche e sistematiche, si tratterebbe in pratica di una paralisi dei processi, fino ad una probabile prescrizione.
Ecco l’opinione (espressa a dicembre) di Magistratura Democratica.

Aggiornamento: 23 gennaio

Sulla base delle motivazioni ora più compiutamente rese pubbliche, risulterebbe che principalmente il problema è quello che avevo segnalato:

Le modifiche introdotte dalla legge generano un’evidente mutazione delle funzioni di Corte di Cassazione, da giudice di legittimità a giudice di merito, in palese contrasto con quanto stabilito dall’art. 111 della Costituzione

e determinano

sul carico di lavoro della giustizia penale un effetto inflattivo superiore di gran lunga a quello deflattivo derivante dalla sopressione dell’appello delle sentenze di proscioglimento.

Nel complesso:

Il sistema delle impugnazioni può essere ripensato alla luce dei criteri ispiratori del codice vigente dal 1989. Tuttavia il carattere disorganico e asistematico della riforma approvata è proprio ciò che sta alla base delle rilevate palesi incostituzionalità. Una delle finalità della legge avrebbe dovuto essere quella della deflazione del carico di lavoro della giustizia penale. Invece provocherà un insostenibile aggravio di lavoro, con allungamento certo dei tempi del processo .

Quanto poi all’appellabilità da parte del pubblico ministero, il Presidente della Repubblica avverte:

Un’ulteriore incongruenza della nuova legge sta nel fatto che il pubblico ministero totalmente soccombente non può proporre appello, mentre ciò gli è consentito quando la sua soccombenza sia solo parziale, avendo ottenuto una condanna diversa da quella richiesta .

A me sembrano motivazioni logiche e condivisibili, non so capire come un giurista possa, in buona fede, rimanerne “sconcertato”.

Aggiornamento: 3 febbraio


La legge sull’inappellabilità. Per la prima volta il presidente del Consiglio, rispondendo a una precisa domanda del direttore della Stampa Giulio Anselmi, ammette che le norme bocciate dal capo dello Stato sono legate anche a un procedimento che lo riguarda in prima persona.”Sì, a Milano c’è un processo d’appello che tuttavia è chiarissimo. Sono stato assolto in primo grado per non aver commesso il fatto. I fatti sono così chiari che non c’è nessuna possibilità che il verdetto possa essere cambiato dall’appello”.

Woodstock 11 gen 2006 02:28 pm

Non potevo

esimermi.

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