Cifra nera

francesco fortugno \'ndrangheta cifra nera racket
Il parlamento riforma la giustizia.
La Calabria che ne pensa?

Ogni notte è un fuoco, ogni notte la Calabria brucia nel suo malaffare. E paga pizzo.

[…] Ottanta, novanta e anche cento telefonate l’anno fino al 2000. “E poi un calo costante fino alle zero telefonate del 2005″.
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I reparti speciali di polizia e carabinieri pedinano e intercettano, indagano e fanno retate, quelli che restano intrappolati di solito patteggiano e dopo qualche anno sono ancora fuori a spremere gli stessi commercianti che avevano soffocato prima. E nessuno parla. Mai. I pochi che l’hanno fatto vivono nell’incubo. Lontano dalla Calabria. Sotto scorta perenne.
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Chiedono sicurezza i commercianti e gli imprenditori calabresi. Chiedono anche un altro rapporto con le banche. “Se denunci, per gli istituti di credito diventi automaticamente un cliente a rischio e non ti danno più fiducia“, ricorda ancora il presidente di Confesercenti. E spesso i clienti a rischio scivolano nelle grinfie degli usurai.

La ‘ndrangheta controlla ormai anche sui prestiti a strozzo. Offre soldi per poi prendersi tutto. E chi non accetta il ricatto, finisce sotto tortura. Come S. B., il proprietario di una pizzeria. Non ha restituito 30 mila euro alla donna di un boss. Quella gli ha detto: “Se non paghi ammazzo per prima tua moglie, le taglio la testa con una fucilata, poi la scaravento sul muro della tua pizzeria. Poi tutta la stirpe, vengo dove abiti e ti ammazzo, ti faccio a pezzettini, ti metto in un sacchetto e ti lascio così sull’uscio di casa di tuo padre”.

“Cifra nera” può sembrare il nome di una terribile maledizione. In un certo senso lo è, perchè è il termine con cui ci si riferisce ai reati che vengono commessi, ma di cui non si ha notizia.
Ad esempio è altissima la cifra nera dei furti.
A me vien freddo quando sento trionfali dichiarazioni sul fatto che ci sono sempre meno denunce per furto.
I motivi, infatti, possono essere due: o ci sono meno furti (come lasciano intendere i giornali e i telegiornali) o la gente non ha abbastanza fiducia per “perdere il tempo” di denunciarli (come capita spesso e come, credo, sappiamo tutti).
Quindi dal calare delle denunce si possono fare due ipotesi: una molto positiva e una molto negativa.
Perchè questo non viene mai spiegato dagli organi di informazione?
Chi e quando comincierà a brandire i dati calabresi per sostenere che la ‘ndrangheta è sconfitta?