Approvata alla camera la ex-Cirielli

Come si sa, è passato l’emendamento dell’Udc, volto ad escludere dai benefici della nuova legge i processi pendenti in Appello e Cassazione.
Apparentemente quindi, la cosiddetta Salva Previti, non sarà utile a Cesare Previti
.
E’ davvero così?
Per qualcuno sarà difficile crederlo.
In effetti, una lettura maliziosa della Salva Previti è offerta proprio da Previti: il quale avrebbe dichiarato “si arriva così al paradosso che una legge accusata di essere ad personam si è trasformata in una legge contra personam unam”.
Un modo malefico-giuridico di interpretare queste parole è: la legge, epurata del suo peccato originale (l’essere una legge ad personam) ha potuto essere approvata senza rovinare la reputazione ai parlamentari ormai a un passo dalle elezioni, ma poichè per epurarla si sono dovuti discriminare alcuni soggetti, la legge è irragionevole, cioè in contrasto col principio di uguaglianza (art. 3 Cost.).
In tal caso, qualsiasi avvocato decente sa cosa fare: si “impugna” la legge (una volta che sia vigente) davanti alla Corte Costituzionale, lamentando la disparità di trattamento e chiedendo che la prescrizione venga riconosciuta anche ai discriminati (nello specifico, chi ha un processo pendente in Appello e in Cassazione).
Così si salvano capra e cavoli e pure il lupo si lecca i baffi.
Nel programma dell’Unione, che magari è ora di tirar fuori, bisognerà forse prendere posizione anche sulle leggi cosiddette ad personam o contra personam di questa legislatura, perchè, come per la legge elettorale una semplice abrogazione può non essere sufficiente ad eliminare tutti gli effetti distorsivi (ove realmente esistenti).