Riforma equa o equina?

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Sul tema della riforma elettorale è intervenuto ieri, quantomai autorevolmente, Gustavo Zagrebelsky, già Presidente della Corte Costituzionale.
In un articolo apparso su Repubblica (ahimè, credo solo nella versione cartacea), il professor Zagrebelsky ha mostrato come la riforma si basi sul principio “chi più è debole più guadagna”, perchè al Senato favorisce solo chi vince nelle singole regioni con margini inferiori al 55%, mentre chi vince con margini superiori al 55% non trae alcun beneficio, siccome il premio di maggioranza non può invadere il restante 45%.

Se volete sapere quale parte politica sarebbe concretamente avvantaggiata (avendo risicati margini di vantaggio, nelle regioni dove ha vinto e avendo subito un tracollo, dove ha perso) guardatevi, chessò, i risultati delle ultime amministrative: il Professor Zagrebelsky non si sofferma su questo aspetto contingente, ma afferma la devastante incoerenza della legge e aggiunge:

Per giurisprudenza di tutte le Corti Costituzionali di questo mondo, il legislatore dissociato è incostituzionale perchè le leggi bizzarre e contraddittorie non sono leggi. Il Cavallo di Caligola, nello Stato Costituzionale di diritto, è e resta un cavallo e non diventa un senatore, né, tanto meno, un legislatore; meno che mai un riformatore delle istituzioni.

Stiamo parlando di un Presidente della Corte Costituzionale, non di un rivoluzionario e questi toni non mi sembra gli siano precisamente consueti.

Il prosieguo, infatti è assai più istituzionale e propositivo:

Il rimedio ormai, può essere trovato solo nei successivi passaggi che il testo di legge affronterà prima della pubblicazione e dell’entrata in vigore. In questo caso non si può fare affidamento su altre garanzie.

Infatti la Corte Costituzionale può intervenire sulle leggi solo dopo la loro applicazione, ma una Corte Costituzionale che annulla la legge e fa conseguentemente decadere i Parlamento dopo le elezioni è, secondo Zagrebelsky, “inimmaginabile”.
Questa legge, a quanto pare, non può aspettare; va eliminata subito, e non si tratta di chi si vuol vedere vincere alle prossime elezioni, ma del principio: basta cavalli.

[Grassetto e link nelle citazione sono opera mia]

Aggiornamento del 27 ottobre: Ciampi ha provvedimenti di distruzione di massa?

Secondo La Stampa, Berlusconi ha dichiarato:

Non so se l’editoriale dell’altro giorno di Zagrebelsky è stato suggerito da qualcuno o se si è trattata solo di una pressione. Io so soltanto che abbiamo accettato le osservazioni che ci sono arrivate dal Quirinale, ci siamo confrontati e le abbiamo accolte. Se ne verranno altre vedremo. Ma una cosa è certa: questa è la legge elettorale con cui si voterà.

Mauro Valducci, che è tra gli autori della legge, avrebbe aggiunto che un parere negativo da parte di Ciampi:

vorrebbe dire che al Quirinale non gli interessano altre modifiche, ma che non vuole fare passare la legge punto e basta. Per questo non dovremmo perdere tempo: a quel punto noi potremmo riapprovare in tutte e due le Camere in modo da votare in ogni caso con la nuova legge. E magari a quel punto, se si rendesse necessario dal punto di vista dei tempi, potremmo indire le elezioni per maggio, invece che per aprile.

Aggiornamento del 30 ottobre: interviene Fini

Riferendosi alle critiche mosse da Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, in un intervento su Repubblica di qualche giorno fa, ha commentato: “Non si può certo partire (nel dibattito parlamentare, ndr) da un articolo, per quanto autorevole ne sia l’autore”.