Shi Tao e Yahoo

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Il caso del giornalista condannato per la violazione delle leggi cinesi sulla censura e a causa della collaborazione di Yahoo non è ancora caduto nell’oblio, per fortuna.
[Link alla sentenza, la versione in inglese è in fondo al documento]
Si è però aperto un dibattito a tratti polemico.
Da una parte associazioni da sempre impegnate nella difesa dei diritti umani mostrano una certa cautela, dall’altra alcuni gruppi sollecitano una reazione forte ed immediata contro Yahoo.
E’ difficile farsi un’opinione.
Alcune accuse sono, credo, ingenerose e per capire le priorità di Amnesty e Human Rights Watch basta dare una scorsa ai loro siti.

L’attuale appello di Amnesty per la Cina riporta:

Non si dispone d’altre informazioni sul luogo di detenzione e sulle condizioni attuali di Wang Juan or Liu Qingming. Feng Gang pare sia stato arrestato e poi ricoverato in ospedale dopo 13 giorni di sciopero della fame per protestare contro la detenzione. Sun Shiyou sarebbe stato torturato, fra l’altro con scosse elettriche ai genitali.

La descrizione del quadro del disastro cinese su Human rights watch riferisce ogni possibile scempio, compresa un’epidemia di Aids terrificante (oltre 800.000 persone infettate) tenuta nascosta dal governo.
In tutto questo, la proposta di boicottare Yahoo può essere condivisibile, anche perchè la censura è funzionale a molti altri abusi.

Certamente è bello e utile che chi meglio conosce il tema della libertà di stampa si concentri sul caso di Shi Tao, come dimostrano le risposte ad hoc di Peacelink, che offre una casella di posta gratuita per favorire il boicottaggio, e di Reporters sans frontières che propone un testo sui blogger, dando consigli per mantenere l’anonimato ed aggirare la censura.

Mi chiedo però se sia giusto immaginare una contrapposizione tra chi ha “adottato” una vittima particolare e chi ha scelto un altro spettro di tutela o altri mezzi di pressione.