Appello per le dimissioni di Antonio Fazio

Non vorrei dare l’impressione di essermi fissata con le richieste di dimissioni, però mi sembra che il post di Beppe Grillo sia condivisibile.

E’ trascorso un mese da quando i giornali hanno pubblicato le telefonate fra il governatore della Banca d’Italia e alcuni protagonisti italiani della scalata alla Banca Antonveneta. E’ trascorso un mese da quando la comunità internazionale ha avuto, dalla viva voce del governatore, la prova che in Italia il capitalismo, il mercato, la libera concorrenza sono finti.

L’”arbitro” Antonio Fazio gioca con una delle squadre in campo, la Banca Popolare Italiana di Lodi. L’altra, il ABN Amro, non ha santi in paradiso, dunque ha perso la partita prima ancora di giocarla. L’”arbitro” Fazio (con la collaborazione della sua signora) coccola il lodigiano Gianpiero Fiorani, lo invita in Bankitalia (“passando dal retro”), cestina i rapporti negativi dei suoi stessi ispettori interni sul suo amichetto “lumbard”. Lo stesso sospetto aleggia su altre scalate, da quella dell’Unipol alla Bnl a quella dei “furbetti del quartierino” Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera

Oltretutto, o Fazio se ne va da solo, o lo caccia l’Italia, o lo caccia l’Europa, che già ci ha avvisati.

Se fosse l’Unione Europea, ad intervenire, ci toccherebbe però una figura davvero penosa all’estero, per l’incapacità e la disonestà dimostrata dai nostri governanti. All’interno, poi, ci toccherebbe una penosissima sequela di sproloqui sull’invadenza comunitaria e bla, bla, bla. I nostri politici e i loro commentatori dimenticano spesso, infatti, che le istituzioni comunitarie applicano leggi e trattati con i quali noi ci siamo vincolati e che dovremmo applicare spontaneamente.

Gli appelli alle dimissioni di Fazio, ultimamente, si stanno rincorrendo dappertutto: famoso il “Mr. Fazio, please go home” dell’Economist.
Quello di Grillo ha il vantaggio dell’accessibilità ed è un’iniziativa di democrazia diretta alla quale auguro fortuna.

Sempre Grillo aveva scritto un altro post giorni fa, dove sosteneva che attualmente a rischiare delle sanzioni sono soprattutto quegli ispettori della Banca d’Italia che hanno permesso l’avvio dell’inchiesta giudiziaria:

Due persone perbene, Clemente e Castaldi, direttori della Vigilanza della Banca d’Italia, esprimono a luglio parere fortemente contrario alla Opa della Banca Popolare Italiana di Fiorani sulla Antonveneta e informano i magistrati della situazione facendo fallire l’operazione.
[…]
Fazio chiede un’inchiesta su Clemente e Castaldi con un’ispezione interna in Banca d’Italia.

Il problema di quel post è la foto: forse esagero io o forse è una questione soggettiva, ma la trovo rivoltante.
Il testo è interessante, però. Fate voi: ecco il link.