Monthly Archiveagosto 2005
General 31 ago 2005 05:50 pm
Blogday
MMMhhhhh.
Trovo su Jtheo e Bru il memo per il blogdays. Come newbie mi dà da pensare che dicano di nominare dei blogger, ma non ne nominino nessuno.
Io comunque provo.
Non sarebbe la prima gaffe della giornata.
Ecco:
Per le Terre lontane,
Madablog, che parla del Madagascar e dell’Africa in generale.
In francese.
Jewlicious che mi sembra interessante, ha un nome trendy da paura… ma soprattutto guardate che grafica!
In inglese.
Per le teste lontane,
Blogocauda. Tutto quello che non avreste voluto sapere sulla vita sociale.
In Italiano.
Sul lato esotico-giuridico,
Vertretbar Weblawg. Vita e giurisprudenza in Germania.
In tedesco.
Anche se magari non è un blog o un fotoblog,
Babasteve, comunque per me è fantastico.
Woodstock 31 ago 2005 08:44 am
Degustibus

I’m a pastafarian!
And proud of it!
Si tratta di questo:
Il sistema scolastico del Kansas vuole introdurre nelle ore di scienze, accanto alla teoria evoluzionistica, la teoria creazionista.
In risposta a questo, un ragazzo ha scritto alle autorità, sostenendo che il mondo è più giovane di quanto sembri perché è stato creato dallo Spaghetto Mostruoso Volante.
Chiede che la scuola, in questa sua ventata pluralista (giammai relativista!) dia spazio anche alla Sua Fede.
E’ peraltro di tutta evidenza che le lezioni al riguardo dovranno tenersi con i paramenti sacri pastafariani, ossia abiti da parata dei pirati.
Noi qui si spera in Capitan Uncino.
Naturalmente io appartengo ad un ramo sincretistico: quale filisteo, infatti, potrebbe dubitare che il MostroSpaghetto (come familiarmente lo chiamiamo noi adepti) non sia altro che l’entità aliena divisata da Douglas Adams?
Al più presto prenderò contatto coi Confratelli Americani per una più completa comunione. (Porterò Granapadano e Olio d’Oliva).
I punti di forza di questa religione?
Una moralità elastica e gusto per la vita; inoltre non dobbiamo rendere omaggio o visite ad Oriana Fallaci. Fatto che dimostra incontrastabilmente quanto Lui ci ama e ci condisce da Lassù, in Coppa.
Se volete aderire, scoprirete anche il rapporto tra declino dei pirati e surriscaldamento globale, grazie a grafici autentici, che tengono conto rigorosamente dei dati storici e scientifici.
Ah sì, qualcuno dall’amministrazione scolastica del Kansas ha risposto, mostrando più simpatia per Lui che per i teocon.
Buon appetito!
Risentita? Ti presento Sally. 26 ago 2005 10:53 am
Appello per le dimissioni di Antonio Fazio
Non vorrei dare l’impressione di essermi fissata con le richieste di dimissioni, però mi sembra che il post di Beppe Grillo sia condivisibile.
E’ trascorso un mese da quando i giornali hanno pubblicato le telefonate fra il governatore della Banca d’Italia e alcuni protagonisti italiani della scalata alla Banca Antonveneta. E’ trascorso un mese da quando la comunità internazionale ha avuto, dalla viva voce del governatore, la prova che in Italia il capitalismo, il mercato, la libera concorrenza sono finti.
L’”arbitro” Antonio Fazio gioca con una delle squadre in campo, la Banca Popolare Italiana di Lodi. L’altra, il ABN Amro, non ha santi in paradiso, dunque ha perso la partita prima ancora di giocarla. L’”arbitro” Fazio (con la collaborazione della sua signora) coccola il lodigiano Gianpiero Fiorani, lo invita in Bankitalia (“passando dal retro”), cestina i rapporti negativi dei suoi stessi ispettori interni sul suo amichetto “lumbard”. Lo stesso sospetto aleggia su altre scalate, da quella dell’Unipol alla Bnl a quella dei “furbetti del quartierino” Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera…
Oltretutto, o Fazio se ne va da solo, o lo caccia l’Italia, o lo caccia l’Europa, che già ci ha avvisati.
Se fosse l’Unione Europea, ad intervenire, ci toccherebbe però una figura davvero penosa all’estero, per l’incapacità e la disonestà dimostrata dai nostri governanti. All’interno, poi, ci toccherebbe una penosissima sequela di sproloqui sull’invadenza comunitaria e bla, bla, bla. I nostri politici e i loro commentatori dimenticano spesso, infatti, che le istituzioni comunitarie applicano leggi e trattati con i quali noi ci siamo vincolati e che dovremmo applicare spontaneamente.
Gli appelli alle dimissioni di Fazio, ultimamente, si stanno rincorrendo dappertutto: famoso il “Mr. Fazio, please go home” dell’Economist.
Quello di Grillo ha il vantaggio dell’accessibilità ed è un’iniziativa di democrazia diretta alla quale auguro fortuna.
Sempre Grillo aveva scritto un altro post giorni fa, dove sosteneva che attualmente a rischiare delle sanzioni sono soprattutto quegli ispettori della Banca d’Italia che hanno permesso l’avvio dell’inchiesta giudiziaria:
Due persone perbene, Clemente e Castaldi, direttori della Vigilanza della Banca d’Italia, esprimono a luglio parere fortemente contrario alla Opa della Banca Popolare Italiana di Fiorani sulla Antonveneta e informano i magistrati della situazione facendo fallire l’operazione.
[…]
Fazio chiede un’inchiesta su Clemente e Castaldi con un’ispezione interna in Banca d’Italia.
Il problema di quel post è la foto: forse esagero io o forse è una questione soggettiva, ma la trovo rivoltante.
Il testo è interessante, però. Fate voi: ecco il link.
Campo di cocomeri & Vecchio teologo 25 ago 2005 10:38 am
Visto La Guerra dei Mondi
Bello.
Angosciante.
Magari non al livello dell’ultimo Indiana Jones, che per me resta un mito, ma penso meriti più di tre stelline.
Per me Spielberg è un grande.
Credo sia la prima volta che trovo Tom Cruise più un guadagno che un danno per un film.
Aggiornameno
Via Giavasan via Jtheo, vi segnalo che il racconto di H.G. Wells è pubblicato on line in lingua originale dal Progetto Gutenberg.
Risentita? Ti presento Sally. 22 ago 2005 11:21 am
Pera dimettiti!
Il minimo che ci si possa aspettare da un Presidente del Senato è che rispetti la Costituzione.
Nell’intervento di ieri al meeting di Comunione e Liberazione, Pera ha dichiarato:
In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all’immigrazione incontrollata e si diventa “meticci”.
Si è trattato di una sonora bestemmia contro i principi fondamentali della nostra Costituzione, che recita:
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Aggiungo che il termine “cittadino”, secondo unanime interpretazione (e sfido Marcellino a sostenere il contrario!), deve qui essere inteso come “uomo”: non esiste infatti la possibilità che i Costituenti intendessero riconoscere la dignità umana subordinatamente all’acquisizione della cittadinanza.
Il complesso del discorso era una frontale opposizione ai valori di solidarietà sociale:
Art. 2.La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Io poi non ho ancora capito quale mente è riuscita a concepire che la legge spagnola per le unioni omosessuali costituisca un attentato all’unità delle altre famiglie oltrechè una forma di “arroganza e prepotenza”.
Credo non sia casuale se quest’idea viene sovente espressa e mai giustificata.
Credo anche che non sia casuale se l’opposizione più rancorosa colpisca proprio la legge spagnola, mentre per gli altri Paesi europei che hanno ricosciuto il diritto degli omosessuali a unirsi civilmente si mostra sempre una linea più morbida: gli ruga di perdere terreno in una Nazione un tempo così cattolica.
Gli ruga che, nonostante tutto, il principio della laicità dello Stato stia attecchendo così bene in così tante parti del mondo, nonostante gli insulti e le minacce: sempre Pera
I relativisti scherzano con il fuoco. C’è ancora chi crede che la democrazia sia la faccia istituzionale del relativismo morale. […] Provate a togliere qualche agio a questi intellettuali relativisti, provate ad approvare in modo democratico qualche misura che li riguardi e vedrete che passeranno agli strilli, ai girotondi e magari alla resistenza.
Pera, senti questa: “democrazia” non significa che la maggioranza minaccia chi la pensa diversamente.
“Democrazia” significa, prima di tutto, rispetto dei principi fondamentali di rispetto dell’individuo, a cominciare dagli articoli 2 e 3 della Costituzione.
Pera dimettiti!
Gatto dei vicini 13 ago 2005 10:25 pm
Febbre da camallo
Risentita? Ti presento Sally. 11 ago 2005 08:16 am
Rubbia cacciato dall’Enea perchè “incompetente”
Certe volte mi arrabbio tanto che sul momento non riesco a reagire.
Però ci sono dei limiti allo schifo e bisogna rimboccarsi le maniche:
[a]veva chiesto una risposta, voleva sapere se all’Enea dovesse comandare il presidente-scienziato o il Consiglio d’amministrazione nominato dai partiti. E il governo lo ha accontentato […]
Un “dramma gestionale” le cui radici possono essere fatte risalire alla legge di riforma varata nel 2003, che ha creato le premesse per “uno scontro tra un gruppo compatto di sette consiglieri di esplicita nomina ministeriale da una parte e uno scienziato senza connotazione politica dall’altra”. […]
La guerra tra Rubbia e quelli che definiva “il branco” era deflagrata per la nomina del direttore generale, che per legge avrebbe dovuto essere indicato dal presidente e votato dai sette consiglieri. “Si è giunti al punto di chiedermi – spiegava Rubbia – , avendo io presentato una rosa di cinque nominativi, di proporne invece una di sei, indicandomi ovviamente anche quale dovesse essere il sesto nome”.
.
Non contenti, i consiglieri lo hanno insultato, sostenendo che il premio Nobel non sarebbe capace di fare il suo lavoro all’Enea, nè di proporre nomine ragionevoli (”quattro ragazzini e un pensionato”).
Vi segnalo qualche link e un appello: la notizia comunque, nonostante la sua importanza, sembra aver avuto scarsa eco.
Mi chiedo come sia possibile che il Paese venga saccheggiato e umiliato e non si riesca a far nulla.
Davvero bisogna lasciar fare mentre la scienza e la ricerca sono trattate come tessere di monopoli?
Chi ama sbrodolarsi, parlando delle nostre cosiddette radici di civiltà europea per giustificare una chiusura davanti ad altre civiltà sembra dimenticare, oltre il fondamentale principio dell’ospitalità mediterranea, i valori di libertà della ricerca e dell’insegnamento, la conoscenza del mondo sentita come necessità cogente, la scoperta come senso dell’esistenza.
Dove sono quei cretini, quando si tratta si salvare Galileo e non di bruciare gli infedeli?
Qualcuno magari pensa sia esagerato prenderla così sul personale, ma poche cose toccano così sul personale ognuno di noi.
Infatti, dire che la ricerca o la libertà di parola sono umiliate significa usare una metafora, perchè la ricerca e la libertà, di per sè, non sono persone e quindi non possono essere umiliate: semmai è ognuno di noi che, vedendosi negare il rispetto di quei valori, sta subendo un furioso attacco alla propria dignità umana.



